Un caccia italiano impegnato nella missione NATO di sorveglianza aerea del Baltico ha abbattuto un sospetto drone russo sopra il sud della Lituania nelle prime ore del 15 settembre, intercettandolo vicino al villaggio di Pratkunai, non lontano da Kaunas, dopo che era entrato nello spazio aereo lituano dalla Bielorussia. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha detto che il drone proveniva molto probabilmente dalla Russia, una formulazione che si ferma prima di un'accusa formale ma lascia pochi dubbi su dove Roma e Vilnius ritengano che sia partito.
Fonti militari ucraine che hanno esaminato i resti hanno detto che erano coerenti con un Geran-2, il drone da attacco a lungo raggio che la Russia ha costruito e lanciato a migliaia contro città e infrastrutture ucraine dall'inizio dell'invasione su vasta scala. Il ministro della Difesa lituano, Robertas Kaunas, ha scritto sui social che il drone trasportava esplosivo, un dettaglio che trasforma l'episodio da violazione dello spazio aereo a un'arma vera e propria arrivata sul territorio NATO, non un volo di sorveglianza finito fuori rotta.
È la prima intrusione confermata di un drone russo in Lituania dall'estate del 2025, quando due droni russi si schiantarono entro i confini del paese in quello che allora venne trattato come un incidente più che un atto deliberato. I caccia NATO avevano già intercettato droni fuori rotta sopra gli stati baltici in passato, ma si trattava di droni ucraini finiti fuori traiettoria durante attacchi contro obiettivi russi, non di velivoli entrati direttamente dalla Bielorussia nel territorio dell'alleanza.

