Italian Insider
EconomiaStellantis

Stellantis ha ridotto le perdite del 90 percento, e il suo amministratore delegato dice che non è ancora il traguardo

Stellantis ha chiuso il terzo trimestre con ricavi netti in crescita dell'1 percento a 37,6 miliardi di euro, mentre la perdita netta si è ridotta del 90 percento su base annua a 0,5 miliardi. L'amministratore delegato Antonio Filosa l'ha definito un motivo per lavorare di più, non per festeggiare, con un flusso di cassa positivo il prossimo anno che diventa ora un obiettivo obbligatorio e non più un'aspirazione.

Di Italian Insider StaffPubblicato 2 min di lettura
Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, parla a un evento.
Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, parla a un evento. · Foto: Alessia Mastropietro/Imagoeconomica

Stellantis ha presentato risultati del terzo trimestre che si leggono più come un'azienda che sta uscendo da un buco che come un'azienda che ne è già uscita. I ricavi netti sono saliti dell'1 percento a 37,6 miliardi di euro, e la perdita netta si è ridotta del 90 percento su base annua a 0,5 miliardi di euro, un miglioramento reale in qualsiasi lettura semplice dei numeri, e che l'amministratore delegato Antonio Filosa ha trattato come prova di disciplina più che come motivo di festeggiamento.

La scomposizione per area geografica dietro questi dati complessivi racconta una storia più complicata di quella suggerita dal recupero generale. L'Europa è cresciuta del 3 percento e il Sud America del 3 percento, ma il Nord America, tradizionalmente il mercato più redditizio del gruppo, è calato del 3 percento, mentre Medio Oriente e Africa sono scesi del 19 percento e l'area Asia Pacifico del 7 percento. Un'azienda può registrare una perdita in calo e un mercato europeo in crescita e allo stesso tempo perdere terreno proprio nella regione che storicamente ha fatto di più per sostenere tutto il resto, e il trimestre di Stellantis ha fatto entrambe le cose insieme.

Il linguaggio di Filosa è rimasto deliberatamente sobrio. Il nostro compito deve essere agire, ha detto, concentrarsi sul lavoro, rimboccarsi le maniche, presentando il miglioramento come il frutto della disciplina operativa più che un risanamento da celebrare. Quella disciplina ha un nome e un numero collegati, il Value Creation Program, che punta a 6 miliardi di euro di riduzione dei costi annui entro il 2028 rispetto ai livelli del 2025, con oltre 2,4 miliardi di euro di risparmi attesi solo nel 2027. I soli costi industriali sono migliorati di 828 milioni di euro su base annua, e il più ampio piano FastLane 2030 resta in linea con i tempi secondo l'azienda.

Ciò che Filosa ha indicato come il vero traguardo da qui in avanti è stato più netto dei numeri del trimestre. Un flusso di cassa positivo il prossimo anno, ha detto, non è un'aspirazione ma un obiettivo obbligatorio, che si aspetta venga raggiunto grazie ai nuovi lanci di prodotto e alle partnership strategiche, non solo ai tagli ai costi.

Mercati e analisti hanno letto il trimestre su due registri diversi. Gli analisti di Equita hanno descritto i risultati come peggiori del previsto, un giudizio equo per un'azienda che registra ancora una perdita e che si restringe ancora in tre delle sue cinque aree geografiche. Gli investitori hanno reagito in modo diverso, portando il titolo a guadagnare il 12 percento, una risposta che somiglia meno all'entusiasmo per i risultati in sé e più al sollievo che non fossero peggiori del temuto, la stessa lettura cauta che ha accompagnato gran parte della difficoltà dell'industria automobilistica europea quest'anno nel ridurre costi e sovraccapacità più in fretta di quanto non calino le vendite.

Tag

  • Stellantis
  • Antonio Filosa
  • European auto industry
  • Earnings
Continua a scorrere per altre notizie