La Borsa di Milano è salita di circa il 2,2 percento il giorno dopo la vittoria dei Democratici nella maggioranza di entrambe le camere del Congresso degli Stati Uniti, rendendo Piazza Affari la migliore tra le principali borse europee. I guadagni non si sono distribuiti in modo uniforme sull'indice, sono stati trainati quasi interamente da un settore che a prima vista ha poco a che fare con la politica americana, il bancario italiano.
Il rally delle banche ha avuto un innesco immediato tutto suo. Intesa Sanpaolo ha comunicato lo stesso giorno utili record, e la notizia ha trascinato con sé il resto del settore bancario italiano, UniCredit e Monte dei Paschi sono salite entrambe, mentre BPER scambiava in rialzo in attesa della propria trimestrale. Per un indice pesantemente orientato verso i finanziari come il FTSE MIB, una giornata forte per le banche italiane equivale quasi a una giornata forte per l'indice stesso.
Ciò che è sceso racconta una storia più politica. I titoli della difesa, tra cui Leonardo, Avio e Fincantieri, hanno perso terreno, prezzati come probabili vittime di un Congresso a controllo democratico ritenuto meno generoso verso la spesa per la difesa rispetto alla precedente maggioranza repubblicana. Hanno indebolito anche i titoli legati ai semiconduttori e all'intelligenza artificiale, StMicroelectronics, Technoprobe e Prysmian sono tutte passate in territorio negativo, con l'esposizione di Prysmian alle infrastrutture per i data center che la rende particolarmente sensibile a una notizia specifica arrivata dal Texas, la proposta della governatrice eletta Gina Hinojosa di una moratoria sulla costruzione di nuovi data center e l'eliminazione dei relativi incentivi fiscali. È scivolato anche il settore auto, con Ferrari e Stellantis entrambe in calo, mentre gli investitori scontavano un Congresso democratico più incline a dare priorità alla politica climatica e allo sviluppo dei veicoli elettrici, in modi destinati a ridisegnare lo scenario competitivo su cui i produttori stanno pianificando.

