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Ventidue dei ventisette Paesi Ue firmano una lettera per un vertice urgente su Ceuta

La lettera, promossa da Giorgia Meloni e dalla danese Mette Frederiksen, chiede una riunione in video dei ministri dell'Interno. Francia e Portogallo, confinanti con la Spagna, non hanno firmato.

Di Elena MorettiPubblicato 4 min di lettura
Brussels Berlaymont building (1). File photograph. Foto d'archivio.
Brussels Berlaymont building (1). File photograph. Foto d'archivio. · Foto: Romaine / CC0 via Wikimedia Commons

I leader di 22 dei 27 Stati membri dell'Unione europea hanno firmato sabato una lettera aperta per chiedere che i ministri dell'Interno si riuniscano con urgenza in videoconferenza, per concordare una risposta coordinata all'arrivo improvviso di decine di migliaia di migranti nell'enclave spagnola di Ceuta e per impedire nuovi ingressi incontrollati. Nel testo si afferma il dovere di scoraggiare e combattere l'immigrazione illegale.

L'iniziativa è della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, il cui governo aveva appena sospeso gli accordi di Schengen con la Spagna, e della prima ministra danese Mette Frederiksen, che il giorno prima aveva detto che l'Unione dovrebbe valutare la sospensione della cooperazione Schengen con Madrid. Tra i firmatari figurano anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e i primi ministri di Ungheria, Svezia e Polonia.

Le assenze dicono quanto le firme. Non hanno firmato i leader di Francia e Portogallo, i due Paesi che confinano via terra con la Spagna.

Una lettera di 22 governi è uno strumento forte per ottenere una riunione e debole per decidere cosa accada dentro quella riunione. L'Unione ha alle spalle anni di tentativi falliti di concordare un meccanismo permanente di ricollocamento, e una videochiamata d'emergenza convocata ad agosto difficilmente sarà il punto in cui la storia cambia.

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