Italian Insider
EconomiaBanco BPM

Banco BPM: utile record a 1,5 miliardi, dividendo sopra 1 euro e apertura a Crédit Agricole

Banco BPM ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile record di 1,51 miliardi di euro. La banca ha rivisto al rialzo la guidance sul dividendo e si è detta aperta a una possibile operazione con Crédit Agricole Italia.

Di Morning Week NewsroomPubblicato 4 min di lettura
Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco BPM
Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco BPM · Foto: Imagoeconomica

Banco BPM ha presentato i conti dei primi nove mesi del 2026, con risultati che hanno superato le attese del mercato. La banca guidata dall'amministratore delegato Giuseppe Castagna ha registrato un utile record di 1,51 miliardi di euro, in crescita del 2,6% al netto dell'effetto legato all'acquisizione di Anima.

I ricavi hanno raggiunto circa 4,7 miliardi di euro, trainati dall'incremento delle commissioni nette, salite del 9,6% a 2,070 miliardi. Il margine di interesse è invece sceso dell'1,3%, attestandosi intorno a 2,3 miliardi, in un contesto di tassi in flessione.

Il terzo trimestre batte le stime

Nel solo terzo trimestre l'utile netto si è fermato a 452,5 milioni di euro, in crescita dello 0,5% su base annua ma in calo rispetto ai 580,6 milioni del secondo trimestre. La flessione è legata in parte alla stagionalita delle commissioni, ma il risultato ha comunque superato le attese degli analisti, che prevedevano un utile di 432 milioni.

Il dato conferma la solidità del modello di business della banca, che continua a beneficiare della diversificazione tra commissioni e margine di interesse, nonostante il contesto macroeconomico resti complesso.

Dividendo e remunerazione degli azionisti

Il consiglio di amministrazione ha deciso di rivedere al rialzo la guidance sul dividendo per azione del 2026, portandola a "oltre 1 euro" rispetto alla precedente indicazione di "maggiore o uguale a 1 euro". Il dividend yield implicito supera così il 7,5%, tra i più alti del settore bancario europeo.

Banco BPM ha confermato inoltre una remunerazione cumulata di circa 7 miliardi di euro per il periodo 2024-2027, contro i più di 6 miliardi previsti dal piano industriale. Di questi, circa 4 miliardi saranno distribuiti nel biennio 2026-2027, pari a circa il 20% dell'attuale capitalizzazione di mercato.

La cifra include il primo programma di buyback, il cui ammontare sarà definito dopo l'approvazione della Banca centrale europea. Inoltre, il cda ha deliberato un acconto sul dividendo 2026 di circa 750 milioni di euro, pari a 0,50 euro per azione. Il coupon, in crescita rispetto ai 0,46 euro del 2025, sarà staccato il prossimo 23 novembre.

Il dossier M&A e Crédit Agricole

Oltre ai numeri, il mercato ha prestato particolare attenzione alle parole di Castagna sulle possibili operazioni di mergers and acquisitions. L'assemblea di Monte dei Paschi di Siena di fine ottobre ha bocciato il piano difensivo di Luigi Lovaglio, che prevedeva offerte pubbliche di scambio su Banco BPM e Banca Generali. Con quel piano accantonato, Banco BPM non è più potenziale preda del Monte.

Al centro delle speculazioni resta invece il rapporto con Crédit Agricole, azionista di Banco BPM con una quota del 29,3%. Castagna ha precisato di non aver ricevuto "alcun tipo di proposta" dalla banca francese, ma ha confermato l'apertura a una possibile operazione con Crédit Agricole Italia.

"È un'opportunità che esamineremo senza alcun problema", ha detto il manager, aggiungendo però che la prima mossa spetterà ai francesi. "Dipende da loro decidere la migliore strada per andare avanti, se decideranno di procedere", ha sottolineato.

La difesa degli azionisti e il ruolo di Anima

Castagna ha ribadito che qualsiasi operazione dovrà essere "conveniente" per gli azionisti di Banco BPM. Se Crédit Agricole è un azionista industriale importante, resta da convincere l'altro 70% del capitale, che "deve essere soddisfatto" di una eventuale aggregazione.

Il ceo ha poi difeso il ruolo strategico di Anima, la società di gestione del risparmio acquisita dal gruppo. "Fondamentale del nostro approccio strategico sul mercato", ha detto Castagna, precisando che Banco BPM farà di tutto per garantire che Anima resti all'interno del gruppo anche in caso di un'eventuale combinazione con Crédit Agricole.

Gli accordi di distribuzione con Intesa e Bper

Non mancano i nodi legati al sistema bancario italiano. Castagna ha affermato che l'eventuale successo dell'offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi non dovrebbe mettere a rischio il contratto di distribuzione tra Anima e il Monte, in scadenza nel 2030.

Il banchiere non si è detto preoccupato per la prosecuzione del rapporto con la rete attuale e con la possibile nuova rete di Mps, anche se dovrà chiarirsi "dove finiranno" gli sportelli del Monte in una partita in cui gioca un ruolo importante anche Bper. "Sono sicuro che avremo la possibilità di gestire la cosa in modo amichevole nell'ambito del contratto sia con Intesa Sanpaolo che con Bper", ha concluso.

Reazione del mercato

Nonostante i risultati solidi, il titolo Banco BPM ha aperto in calo, risentendo del sentiment negativo che ha colpito Piazza Affari e i mercati azionari internazionali. La giornata è stata segnata da forti vendite sui titoli tecnologici e sui produttori di chip, che hanno trascinato al ribasso anche il settore bancario.

Gli investitori sembrano così premiare le cifre con cautela, in attesa di capire se la banca sarà in grado di mantenere la redditività in un contesto di tassi più bassi e di eventuali novità sul fronte delle aggregazioni.

Tag

  • Banco BPM
  • Giuseppe Castagna
  • Crédit Agricole
  • Anima
  • Banche italiane
  • Dividendi
Continua a scorrere per altre notizie