Banco BPM ha presentato i conti dei primi nove mesi del 2026, con risultati che hanno superato le attese del mercato. La banca guidata dall'amministratore delegato Giuseppe Castagna ha registrato un utile record di 1,51 miliardi di euro, in crescita del 2,6% al netto dell'effetto legato all'acquisizione di Anima.
I ricavi hanno raggiunto circa 4,7 miliardi di euro, trainati dall'incremento delle commissioni nette, salite del 9,6% a 2,070 miliardi. Il margine di interesse è invece sceso dell'1,3%, attestandosi intorno a 2,3 miliardi, in un contesto di tassi in flessione.
Il terzo trimestre batte le stime
Nel solo terzo trimestre l'utile netto si è fermato a 452,5 milioni di euro, in crescita dello 0,5% su base annua ma in calo rispetto ai 580,6 milioni del secondo trimestre. La flessione è legata in parte alla stagionalita delle commissioni, ma il risultato ha comunque superato le attese degli analisti, che prevedevano un utile di 432 milioni.
Il dato conferma la solidità del modello di business della banca, che continua a beneficiare della diversificazione tra commissioni e margine di interesse, nonostante il contesto macroeconomico resti complesso.
Dividendo e remunerazione degli azionisti
Il consiglio di amministrazione ha deciso di rivedere al rialzo la guidance sul dividendo per azione del 2026, portandola a "oltre 1 euro" rispetto alla precedente indicazione di "maggiore o uguale a 1 euro". Il dividend yield implicito supera così il 7,5%, tra i più alti del settore bancario europeo.
Banco BPM ha confermato inoltre una remunerazione cumulata di circa 7 miliardi di euro per il periodo 2024-2027, contro i più di 6 miliardi previsti dal piano industriale. Di questi, circa 4 miliardi saranno distribuiti nel biennio 2026-2027, pari a circa il 20% dell'attuale capitalizzazione di mercato.
La cifra include il primo programma di buyback, il cui ammontare sarà definito dopo l'approvazione della Banca centrale europea. Inoltre, il cda ha deliberato un acconto sul dividendo 2026 di circa 750 milioni di euro, pari a 0,50 euro per azione. Il coupon, in crescita rispetto ai 0,46 euro del 2025, sarà staccato il prossimo 23 novembre.
Il dossier M&A e Crédit Agricole
Oltre ai numeri, il mercato ha prestato particolare attenzione alle parole di Castagna sulle possibili operazioni di mergers and acquisitions. L'assemblea di Monte dei Paschi di Siena di fine ottobre ha bocciato il piano difensivo di Luigi Lovaglio, che prevedeva offerte pubbliche di scambio su Banco BPM e Banca Generali. Con quel piano accantonato, Banco BPM non è più potenziale preda del Monte.

