Jannik Sinner è diventato il tennista più pagato al mondo, con 58 milioni di dollari guadagnati nell'ultima stagione, superando Carlos Alcaraz, secondo con 53,7 milioni. Ciò che colpisce nella cifra di Sinner non è solo la dimensione ma la sua composizione, 23 milioni di dollari arrivano solo da montepremi e bonus ATP, l'incasso più alto mai registrato in una singola stagione nei 19 anni in cui Forbes segue lo sport, mentre i restanti 35 milioni arrivano dalle sponsorizzazioni, il che significa che gli sponsor ora lo pagano più di quanto lo paghino i tornei per vincere.
I risultati in campo sostengono quella cifra. Sinner ha vinto Wimbledon a luglio, il suo quinto titolo dello Slam, ha mantenuto la vetta della classifica mondiale con un vantaggio di oltre 5.000 punti su Alexander Zverev, e ha messo insieme una serie di 34 vittorie consecutive nei Masters 1000. Ha inoltre incassato 6 milioni di dollari due volte vincendo l'esibizione Six Kings Slam, montepremi che resta fuori dal circuito ATP ma che comunque conta in una stagione costruita sul perdere raramente. L'unica nota stonata è un infortunio al ginocchio che lo terrà fuori dagli US Open, un promemoria che anche una stagione così dominante ha dei limiti.
Il lato delle sponsorizzazioni è cresciuto tanto quanto la bacheca dei trofei. Sinner ha aggiunto Allianz, il colosso assicurativo, come sponsor a gennaio, entrando in un elenco di marchi italiani che comprendeva già Gucci, Lavazza e De Cecco, una lista che assomiglia meno a quella di un tennista e più a uno studio sul lusso e sul cibo made in Italy. Insieme, questi accordi lo rendono più prezioso per aziende che vendono borse, caffè e pasta di quanto la maggior parte dei suoi rivali valga per lo sport che li ha resi famosi.

