Il governo di Giorgia Meloni ha raggiunto il 3 settembre un traguardo che riguarda meno ciò che ha realizzato e più il semplice fatto di continuare a esistere, 1.413 giorni in carica, diventando il governo più longevo della storia repubblicana italiana. Il record precedente apparteneva a uno dei quattro mandati di Silvio Berlusconi, e la coalizione di Meloni lo ha ormai superato in silenzio, senza il tipo di crollo, rimpasto o dimissioni che ha posto fine a quasi ogni governo italiano venuto prima.
La portata di questo risultato ha senso solo se confrontata con la storia italiana stessa. Il paese ha attraversato circa 70 governi negli 80 anni trascorsi dalla fine della guerra, una durata media misurata in mesi più che in anni, prodotta da un sistema politico costruito su coalizioni fragili, rappresentanza proporzionale e partiti pronti ad andarsene nel momento in cui i patti smettevano di convenire loro. Su questo sfondo, un governo che semplicemente continua a funzionare per quasi quattro anni rappresenta una vera rottura strutturale rispetto allo schema, qualunque cosa abbia o non abbia realizzato.
Le reazioni dentro la stessa coalizione di Meloni si sono mosse esattamente in quella direzione. Marco Osnato, parlamentare di Fratelli d'Italia, ha definito il traguardo certamente un motivo di orgoglio, notando che il governo sta già rivolgendo l'attenzione alle elezioni nazionali previste per il 2027. I tempi contano, una longevità così vicina al ciclo elettorale diventa tanto un argomento di campagna quanto un dato di governo, un messaggio di stabilità che un esecutivo può rivendicare anche quando i risultati sostanziali restano ambigui.
E i risultati restano ambigui. Gli analisti notano che il record di durata non si è tradotto in modo evidente in un miglioramento economico, e il governo ha subito una sconfitta nel referendum sulla riforma della giustizia lungo il percorso, insieme a promesse di coalizione rimaste inattuate a anni dall'inizio del mandato. Restare in carica si è rivelato un traguardo diverso dal governare in modo efficace, e il governo più longevo della storia repubblicana italiana ha ora circa un anno per colmare quella distanza prima che siano gli elettori a decidere quale dei due risultati contasse davvero.

