L'aria condizionata ha passato decenni a essere qualcosa di cui gli italiani diffidavano più che desiderare. Quella diffidenza aveva un nome, il colpo d'aria, la convinzione che un'improvvisa folata di aria fredda potesse provocare qualsiasi cosa, dal torcicollo a un vero malanno, una diagnosi popolare abbastanza radicata da tenere i condizionatori fuori da case che avrebbero potuto permetterseli senza problemi. Quella resistenza si sta sgretolando in fretta. Il 56 percento delle famiglie italiane ha oggi l'aria condizionata, il doppio rispetto al 2013, e le installazioni crescono di circa il 30 percento l'anno, mentre le estati continuano a battere record per cui le vecchie abitudini non erano pensate.

Il cambiamento è abbastanza ampio da riflettersi nei numeri continentali, non solo in quelli italiani. L'Italia da sola rappresenta oggi circa un terzo di tutto l'uso di aria condizionata nell'Unione europea, una quota sorprendente per un paese che per così tanto tempo ha trattato quella tecnologia con sospetto mentre vicini più caldi la installavano senza pensarci due volte. L'inversione di rotta ha meno a che fare con un cambio di mentalità che con estati diverse, ondate di calore abbastanza intense e frequenti da far perdere alla vecchia paura della corrente fredda il confronto con il disagio più immediato di un pomeriggio a 40 gradi.

Il costo non è mai stato l'unico ostacolo, e in alcune zone del paese continua a non esserlo. Le norme di tutela del patrimonio nei centri storici possono bloccare del tutto un'unità esterna visibile, se le autorità competenti giudicano che rovini l'aspetto di un edificio protetto, e l'applicazione ha effetti concreti, a Portofino alcuni proprietari sono stati multati per decine di migliaia di euro per condizionatori installati senza i permessi corretti. Resta così un paese in cui la voglia di raffrescamento cresce più rapidamente che quasi ovunque in Europa, mentre alcuni dei suoi indirizzi più ambiti restano tra i luoghi dove è più difficile installarlo davvero.

Ciò che il cambiamento non ha risolto è la tensione tra comfort e consumo che rendeva gli italiani diffidenti verso l'aria condizionata fin dall'inizio, solo per un motivo diverso dal colpo d'aria. Il raffrescamento diffuso pesa molto su una rete elettrica che l'Italia, come gran parte del sud Europa, fatica già a mantenere stabile proprio durante le stesse ondate di calore che ne spingono la domanda. Installare gli apparecchi si sta rivelando la parte facile, tenerli accesi senza aggiungere una seconda crisi stagionale sopra quella del caldo è la domanda più difficile che pesa sul prossimo decennio di estati italiane.