Mario Draghi ha passato il 2024 a scrivere un rapporto che diagnosticava con precisione cosa non funzionasse nella competitività europea, oltre 170 interventi proposti che spaziavano da energia, industria e difesa a infrastrutture digitali, mercati dei capitali e produttività. Nulla di tutto ciò è diventato politica concreta. Ora Draghi, insieme al cofondatore e amministratore delegato di Stripe Patrick Collison, lancia una nuova organizzazione pensata proprio per colmare quel divario tra diagnosi e azione, chiamata Rhine Group.
Il gruppo descrive il proprio scopo senza giri di parole, trasformare il rapporto sulla competitività consegnato da Draghi alla Commissione europea in un'agenda di riforme concreta, non in un documento che i governi archiviano. La sua linea guida è altrettanto diretta, il declino non è inevitabile, ma è la direzione che l'Europa ha imboccato se non agisce con urgenza. Il gruppo tiene a definirsi un forum di discussione e non un concorrente della Commissione o dei governi nazionali, con sede legale a Ginevra e guidato nella gestione quotidiana da Luis Garicano, l'economista spagnolo ed ex membro del Parlamento europeo.
Ciò che dà peso al Rhine Group è meno la sua struttura legale di chi ne fa parte. L'elenco degli aderenti mescola figure del mondo imprenditoriale europeo come Xavier Niel di Iliad e l'ex ministro delle finanze francese Bruno Le Maire con accademici tra cui l'economista premio Nobel Philippe Aghion, e arriva oltre i confini europei fino a Tobi Lutke di Shopify.

