Il fondo hedge di Chris Hohn, TCI, ha messo 636 milioni di dollari, circa 549,25 milioni di euro, dietro quattro tra gli hotel più costosi d'Italia, e lo ha fatto senza comprarne nemmeno uno. Il fondo ha acquisito quote di prestiti di credito privato garantiti dalle proprietà, tutte di proprietà del Gruppo Statuto, puntando sul valore del debito piuttosto che sull'immobile stesso.
La parte più consistente dell'operazione riguarda l'Hotel Danieli di Venezia, per 392 milioni di dollari, una cifra che da sola si collocherebbe tra i maggiori finanziamenti alberghieri d'Europa quest'anno. Le restanti quote coprono il Caesar Augustus di Capri per 132 milioni di dollari, un Six Senses sul lago di Como per 74 milioni di dollari, e il Mandarin Oriental di Milano per 38 milioni di dollari. Insieme, i quattro hotel coprono l'itinerario dei visitatori più facoltosi d'Italia, dal Canal Grande alla costiera amalfitana fino al quartiere della moda milanese.
La scommessa dietro i numeri è semplice. TCI si aspetta che le tariffe delle camere nella fascia alta del mercato alberghiero italiano continuino a salire man mano che i viaggiatori facoltosi continuano ad arrivare, il che renderebbe il debito garantito da queste proprietà più sicuro e più prezioso nel tempo. Finanziare hotel di prestigio invece di comprarli permette al fondo di raccogliere quel guadagno senza assumersi il rischio operativo di gestire quattro diverse proprietà di lusso.
Hohn ha costruito TCI, The Children's Investment Fund Management, a Londra nel 2003, e la società oggi gestisce 77 miliardi di dollari. Il suo fondo principale ha reso il 27 percento nel 2025, aiutato dalle scommesse su società aerospaziali, un risultato che ha portato il patrimonio dello stesso Hohn a circa 11,8 miliardi di dollari, il 278esimo più grande al mondo e il decimo nel Regno Unito. Figlio di un meccanico nato in Giamaica, ha studiato alla Southampton University prima di conseguire un MBA ad Harvard, e TCI devolve gran parte di quanto guadagna, convogliando i profitti nella Children's Investment Fund Foundation, un'organizzazione benefica che oggi detiene un patrimonio di oltre 6 miliardi di dollari.
Per l'Italia, l'operazione è un altro segnale che il settore alberghiero di lusso è diventato un obiettivo per capitali globali che un tempo preferivano Londra o Parigi. Per Hohn, è una scommessa più silenziosa rispetto alle campagne attiviste che lo hanno reso famoso, una scommessa posta non in una sala del consiglio ma su quanto costerà, tra cinque anni, una camera con vista sul Canal Grande.

