Il governo italiano ha risposto a un fine settimana di saccheggi e scontri a Milano, Torino e Bologna annunciando l'invio di militari nelle strade. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che 500 militari saranno dispiegati per aiutare a mettere in sicurezza le città del paese, e che riceveranno poteri di polizia giudiziaria, l'autorità di agire in modo più simile alle forze dell'ordine che a una presenza di sicurezza statica, nell'ambito di quelle che ha definito misure preventive robuste.
I disordini che hanno provocato questa risposta sono iniziati come parte di un'ondata più ampia di proteste per il caro vita arrivata dalla Francia nel fine settimana precedente, raggiungendo le città italiane insieme a manifestazioni simili in Belgio e Portogallo. Quelle che erano partite come marce per rivendicazioni economiche si sono trasformate, nel caso di Milano, in atti vandalici e saccheggi, scene abbastanza gravi da spingere Roma verso una risposta costruita attorno ai militari e non solo alle normali forze dell'ordine.
Dietro l'invio dei militari c'è un pacchetto legislativo molto più ampio che il governo sta valutando. Il fermo preventivo verrebbe esteso da 12 a 24 ore, con la stessa possibilità di fermo applicabile ai minori dove le condizioni di legge lo consentono. Un nuovo reato specifico colpirebbe i danneggiamenti aggravati commessi in gruppo, con pene fino a cinque anni di reclusione e multe fino a 15mila euro secondo un disegno di legge già all'esame del Senato, e la polizia otterrebbe la possibilità di procedere ad arresti differiti sulla base di prove fotografiche e video raccolte successivamente, non solo nel momento stesso.

