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Viktoriia Zadvorna, può l’Italia diventare il prossimo grande palcoscenico della sua storia?

Ci sono artisti per i quali un Paese non è semplicemente una tappa professionale, ma un filo che attraversa tutta la carriera. Per il soprano Viktoriia Zadvorna quel Paese è l’Italia. La musica itali…

Di Giulia BianchiPubblicato 4 min di lettura
Viktoriia Zadvorna, può l’Italia diventare il prossimo grande palcoscenico della sua storia?
Viktoriia Zadvorna, può l’Italia diventare il prossimo grande palcoscenico della sua storia?
Ci sono artisti per i quali un Paese non è semplicemente una tappa professionale, ma un filo che attraversa tutta la carriera. Per il soprano Viktoriia Zadvorna quel Paese è l’Italia. La musica italiana l’ha accompagnata molto prima che maturasse l’idea di viverci: prima attraverso i compositori, il repertorio e la tecnica vocale, poi attraverso progetti concertistici e un legame sempre più personale con la cultura del Paese. La formazione di Zadvorna nasce nel mondo accademico. Ha studiato musica a Donetsk e successivamente ha perfezionato la preparazione vocale all’estero, passando anche per l’ESMUC di Barcellona, masterclass e concorsi internazionali. Un ruolo importante lo ha avuto il contatto diretto con la scuola vocale italiana, in particolare attraverso le masterclass con il celebre basso Bonaldo Giaiotti e la partecipazione a progetti musicali internazionali in Sicilia. È stata solista della Filarmonica di Donetsk e ha lavorato nei teatri musicali e di prosa di Donetsk e Kiev. Poi è arrivato il Brasile. San Paolo, Ribeirão Preto, il Teatro Bradesco, il Teatro Pedro II e la collaborazione con l’orchestra dell’accademia musicale dell’USP hanno aperto un capitolo completamente diverso della sua carriera. In Sud America Zadvorna si è esibita con complessi sinfonici e ha incontrato un pubblico particolarmente caloroso e diretto. Proprio in Brasile è nato il nome che ancora oggi la accompagna: Anjo da Música, “Angelo della musica”. Non fu uno pseudonimo creato a tavolino, ma un nome nato dal rapporto con il pubblico brasiliano. Oggi è diventato quasi una seconda identità artistica e compare anche nel suo account Instagram ufficiale, @anjovik_zdv_opera.official.Il repertorio di Viktoriia Zadvorna parte dalla grande tradizione classica. Mozart occupa un posto centrale con la Regina della Notte ne Il flauto magico, Zerlina nel Don Giovanni ed Elettra nell’Idomeneo. Ha interpretato inoltre Serpina ne La serva padrona di Pergolesi, Oscar in Un ballo in maschera di Verdi, parti solistiche nei Carmina Burana di Carl Orff e nella Nona Sinfonia di Beethoven. 
Ma definirla soltanto un soprano classico sarebbe riduttivo. Accanto a Mozart, Verdi e Pergolesi sono entrati Andrew Lloyd Webber e brani da The Phantom of the Opera, Cats e Jesus Christ Superstar. Poi il crossover, con titoli come Con te partirò, Canto della Terra, Nella Fantasia, Sogni e Adagio, fino a un programma di arie liriche in arrangiamento rock con orchestra sinfonica. Zadvorna compone inoltre musica e scrive canzoni, affiancando così all’interpretazione la ricerca di una propria voce autoriale. Eppure, attraversando generi e Paesi, il filo italiano continua a riemergere. Vivaldi, Monteverdi, Stradella, Caccini, Pergolesi, Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi e Puccini fanno parte del suo universo professionale. Ma il rapporto con l’Italia non nasce soltanto dalle esigenze di una cantante lirica. Zadvorna ama la musica e la canzone italiana fin dall’infanzia, si interessa alle tradizioni musicali delle diverse regioni e conserva ancheuna storia familiare legata al Paese. Un esempio particolarmente chiaro è il progetto Splendore Italiano - Der Glanz der italienischen Seele, creato con ensemble d’archi per il pubblico tedesco. Prima ancora di pensare all’Italia come possibile nuova casa, Zadvorna ne portava già la cultura sui palcoscenici all’estero. Nei concerti con la Friedberger Kammerorchester, accanto a Händel, Haydn, Mozart e Schubert, trovano spazio Corelli e Torelli. La stampa tedesca ha inoltre ricordato la sua interpretazione di Serpina ne La serva padrona e della celebre Torna a Surriento di Ernesto De Curtis. La dimensione internazionale della sua carriera non si limita all’opera. A San Paolo ha partecipato ai Carmina Burana con l’Orquestra Acadêmica de São Paulo e il Coral da Cidade de São Paulo. In Germania si è esibita al festival Konzerte im Fronhof di Augusta, mentre in Polonia ha preso parte a programmi sinfonici e progetti dedicati alla tradizione musicale viennese. Nel 2023, durante il periodo del Festival di Cannes, è stata presentata anche come compositrice e la sua musica è risuonata nell’ambito di un gala internazionale sulla Costa Azzurra. Ora si apre il capitolo forse più simbolico. Zadvorna intende legare all’Italia anche la propria vita quotidiana, senza rinunciare alla carriera internazionale. Il progetto comprende collaborazioni con orchestre ed ensemble da camera, produzioni operistiche, programmi crossover e un ulteriore approfondimento del repertorio italiano. Arriverà portando con sé non soltanto anni di studio della musica italiana, ma l’esperienza accumulata tra palcoscenici europei, Brasile, Germania, Polonia e Francia. La sfida non è piccola. In Italia Verdi e Puccini appartengono alla memoria culturale, e il pubblico possiede un rapporto quasi istintivo con un repertorio che Zadvorna ha interpretato per anni fuori dal Paese. Proprio per questo l’incontro promette di essere particolarmente interessante. Per molto tempo Viktoriia Zadvorna ha portato un pezzo d’Italia al suo pubblico nel mondo. Adesso il percorso sembra invertirsi: è lei che si avvicina all’Italia. Non semplicemente come a una nuova destinazione sulla mappa, ma come al Paese la cui musica l’ha accompagnata per gran parte della sua vita professionale.https://Official Instagram: @anjovik_zdv_opera.official

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