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L'Italia manda la sua vice ministra degli Esteri in Cile, e torna indicando un numero da 11 miliardi di euro

Maria Tripodi ha guidato una missione imprenditoriale a Santiago con l'obiettivo di trasformare il rapporto politico tra Italia e Cile in partnership industriali su energia, miniere e infrastrutture, sostenuta da un interscambio bilaterale sopra i 2,1 miliardi di euro e investimenti italiani nel paese già vicini agli 11 miliardi.

Di Italian Insider StaffPubblicato 2 min di lettura
Funzionari italiani e cileni, tra cui Maria Tripodi e Maria Teresa del Re, riuniti attorno a un tavolo a Santiago con le bandiere di Italia e Cile.
Funzionari italiani e cileni, tra cui Maria Tripodi e Maria Teresa del Re, riuniti attorno a un tavolo a Santiago con le bandiere di Italia e Cile.

La vice ministra degli Affari Esteri italiana Maria Tripodi ha guidato questo mese una missione imprenditoriale a Santiago costruita attorno a un obiettivo preciso, trasformare un rapporto politico tra Roma e Santiago già solido in qualcosa di più vicino a un rapporto industriale. Il viaggio ha unito diplomazia commerciale, incontri tra aziende italiane e cilene organizzati attorno a commercio e investimenti, a colloqui istituzionali su energia e sicurezza che sono andati ben oltre la consueta agenda di una missione commerciale.

I numeri che Tripodi ha portato con sé spiegano perché il Cile riceva questo livello di attenzione. L'interscambio bilaterale tra i due paesi ha superato i 2,1 miliardi di euro, in crescita del 7,7 percento nel primo semestre del 2026, e gli investimenti italiani già presenti nell'economia cilena si attestano intorno agli 11 miliardi di euro. Il Cile è oggi il terzo mercato di esportazione dell'Italia in America Latina, una posizione che lo colloca davanti alla maggior parte della regione nonostante una popolazione molto più piccola rispetto a colossi regionali come Brasile o Messico.

I settori che Tripodi ha indicato per nuove partnership sembrano costruiti sui punti di forza del Cile, transizione energetica e rinnovabili, miniere, infrastrutture, sanità, macchinari agricoli e agribusiness, e tecnologie avanzate. L'ambizione, ha detto, è sviluppare partnership industriali e tecnologiche, creando valore in entrambi i paesi, una formulazione che colloca la missione al di là di un semplice viaggio commerciale per gli esportatori italiani. Le agenzie per il credito all'export e gli investimenti SIMEST, SACE e CDP hanno sostenuto l'iniziativa contribuendo a organizzare il primo Business Forum Cile Italia, offrendo alle aziende di entrambi i paesi una sede strutturata per trovare partner invece di lasciare l'incontro al caso.

Gli incontri di Tripodi sono andati oltre la delegazione imprenditoriale. Si è seduta con la ministra dell'Energia cilena Ximena Rincón e con la sottosegretaria al Commercio Paula Weinstein per discutere direttamente il versante energetico e infrastrutturale della relazione, e ha incontrato separatamente il generale Marcelo Araya Zapata, comandante dei Carabineros, la polizia nazionale cilena, per parlare di cooperazione contro il crimine organizzato e il traffico di narcotici, un'aggiunta all'agenda che segnala come Roma tratti il rapporto come qualcosa di più di una semplice relazione commerciale.

La missione in Cile si inserisce in una spinta italiana più ampia verso l'America Latina, che comprende anche il sostegno di Roma al completamento del lungamente atteso accordo commerciale UE Mercosur. Partnership su miniere ed energia in un paese che possiede alcune tra le più grandi riserve mondiali di litio e rame sono di per sé un richiamo evidente, ma l'ampiezza di questo viaggio, dai forum imprenditoriali alla cooperazione di polizia, suggerisce che l'Italia stia scommettendo su un rapporto più profondo con il Cile, con ritorni che vanno ben oltre qualsiasi singolo contratto firmato a Santiago.

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