Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha preso pubblicamente posizione contro le indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando di limitare i sistemi satellitari e l'intelligence su cui l'Ucraina fa affidamento per individuare e rispondere agli attacchi russi, definendo una simile restrizione un errore assoluto. Crosetto ha detto che l'idea non ha assolutamente senso di per sé, sostenendo che finirebbe per prolungare la guerra invece di avvicinarla alla pace.
Il suo ragionamento si basa su una teoria semplice su come questa guerra possa finire. La pace arriverà, ha detto, quando Putin capirà che la situazione è arrivata a un punto morto e che non può più avanzare, una forma di deterrenza che dipende dal fatto che sia la Russia a concludere che continuare a combattere non serve a nulla, non dal fatto che all'Ucraina vengano a mancare i mezzi per resistere. Tagliare l'accesso all'intelligence e ai dati satellitari che aiutano l'Ucraina a vedere e contrastare gli attacchi russi, secondo Crosetto, produce l'effetto opposto, segnala debolezza proprio nel momento che potrebbe incoraggiare Mosca a continuare a spingere invece di cercare una via d'uscita.
Crosetto non ha attenuato i toni su cosa abbia significato in pratica quella spinta russa. Ha descritto le operazioni militari russe, portate avanti da oltre quattro anni di aggressione transfrontaliera, come malvagie, citando carri armati, bombardamenti di ospedali e scuole, morti tra i civili e attacchi alle infrastrutture energetiche come il quadro con cui va confrontata ogni decisione sul taglio del sostegno.

