La corsa a easyJet che ha attraversato la primavera e l'estate del 2026 è finita. La compagnia low cost britannica è stata acquisita dal fondo statunitense Apollo Global Management per 7,7 miliardi di dollari, ovvero 5,7 miliardi di sterline, pari a 6,6 miliardi di euro. Il fondo rivale Castlelake ha rinunciato a rilanciare.
Il consiglio di amministrazione di easyJet ha ritenuto equa e ragionevole l'offerta, interamente in contanti. Stephen Hester, presidente non esecutivo, ha dichiarato in una nota che, pur restando fiduciosi nella solidità dell'attività e nelle opportunità future, l'offerta riconosce adeguatamente la qualità dell'azienda costruita negli anni e offre agli azionisti un valore immediato, certo e interessante. Il prezzo rappresenta un premio di circa l'81 per cento sul prezzo di chiusura di 3,94 sterline del 28 maggio, ultimo giorno di negoziazione prima che i due fondi americani entrassero in azione.
Apollo è una società di private equity che raccoglie fondi da investitori privati e li investe in società non quotate. Gestisce circa 1,05 trilioni di dollari di patrimonio e ha già esperienza nel settore aereo, avendo investito in Sun Country Airlines, Aeromexico e Atlas Air e avendo sostenuto Air France-Klm, Latam, Virgin Atlantic e SAS. Castlelake aveva presentato cinque offerte crescenti fino a 5,5 miliardi di sterline, prima che a luglio arrivasse Apollo con una proposta più alta e Castlelake decidesse di non rilanciare.
La struttura della proprietà è il punto delicato dell'operazione. easyJet è quotata a Londra e ha sede nel Regno Unito, ma opera nell'Unione Europea attraverso una controllata, easyJet Europe. Le norme europee richiedono che la compagnia sia posseduta e controllata in maggioranza da un'entità europea, e le autorità di regolamentazione hanno chiesto come Apollo intendesse rispettarle. La risposta è che Apollo manterrà una quota del 49,9 per cento, mentre la maggioranza andrà alla famiglia cipriota Haji-Ioannou che ha fondato la compagnia, mantenendola europea. Un trust di gestione con sede nell'Unione potrà detenere fino al 5 per cento.
Apollo punta al delisting. Portare la compagnia fuori dalla Borsa la rende meno esposta alle turbolenze dei mercati quotati in un momento in cui la guerra in Medio Oriente sta muovendo i costi. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto salire nettamente i prezzi del carburante e il costo del cherosene, e l'incertezza geopolitica è difficile da assorbire trimestre dopo trimestre davanti agli azionisti pubblici.
Ad attirare i fondi sono stati la rete di collegamenti e il posizionamento competitivo. easyJet dispone di slot di decollo e atterraggio in alcuni degli aeroporti più congestionati d'Europa, tra cui Londra Gatwick, Parigi Orly, Milano Malpensa e Ginevra. Sono posizioni quasi impossibili da replicare. Il marchio è consolidato nell'aviazione low cost e la domanda di viaggi è in ripresa.

