Aflabox, startup agritech italiana fondata nel luglio 2024 da Luca Alinovi e Fabrizio Cardillo, ha chiuso un round seed da 1,35 milioni di euro. L'operazione in equity è stata realizzata nell'ambito di FoodSeed, il programma della rete nazionale acceleratori di Cdp Venture Capital dedicato all'agrifood e gestito da Eatable Adventures, con la partecipazione di Farming Future, il polo nazionale di trasferimento tecnologico dell'agrifood tech promosso da Cdp Venture Capital SGR con ToSeed and Partners.
Il problema che l'azienda affronta è di tempi più che di scienza. Le micotossine sono prodotte da alcune specie di funghi e possono contaminare mais, cereali, farine, semi, frutta secca e derivati animali. Le aflatossine in particolare pesano sulla salute delle persone, sulla qualità dei prodotti, sul valore commerciale delle commodity e sulla possibilità stessa di entrare in un mercato. Analizzarle oggi significa quasi sempre un laboratorio specializzato, strumentazione da banco, personale qualificato e un'attesa che va da alcune ore a diversi giorni. Nelle aree rurali, nei centri di raccolta e nei Paesi dove il rischio di contaminazione è più alto, quel ritardo è la ragione per cui molte decisioni vengono prese senza dati affidabili.
Aflabox non viene proposta come un singolo strumento di analisi. È una piattaforma di field intelligence costruita su hardware portatile, imaging a luce ultravioletta e bianca, modelli di intelligenza artificiale, raccolta dati geolocalizzata e dashboard cloud. Ogni scansione restituisce un risultato digitale e condivisibile in meno di novanta secondi, e alimenta al tempo stesso una base dati su qualità, contaminazioni, rischi e valore commerciale.
Gli utenti immaginati stanno lungo tutta la filiera. Gli agricoltori possono verificare il raccolto dove si trova. Centri di raccolta, aggregatori e trader possono usare una lettura per decidere cosa acquistare e come stoccarlo. Industrie alimentari ed esportatori possono rafforzare controlli e tracciabilità, che è poi ciò che determina l'accesso ai mercati. Governi, istituzioni pubbliche, donor e organismi internazionali possono usare il dato aggregato per pianificare programmi di sicurezza alimentare e sorvegliare le aree più esposte.

