Il patrimonio di Mark Zuckerberg è sceso di quasi 18 miliardi di dollari giovedì 30 luglio con il calo del titolo Meta. L'azione perde circa il 18 per cento dall'inizio dell'anno, appesantita da sentenze giudiziarie di rilievo e dai dubbi sulla dimensione della spesa del gruppo per l'intelligenza artificiale.
Microsoft si è mossa nella direzione opposta nella stessa settimana di trimestrali, salendo del 15 per cento dopo aver comunicato agli investitori che Microsoft 365 Copilot conta oltre 30 milioni di utenti paganti, contro i 20 milioni di aprile. La società ha confermato gli obiettivi di spesa per l'anno invece di ridurli.
Lette insieme, le due reazioni descrivono la domanda che il mercato rivolge ormai a ogni grande società tecnologica. Non è se spendere in intelligenza artificiale. È se quella spesa sia già arrivata ai ricavi, e se l'azienda sappia indicare i clienti che stanno pagando.
Meta era un titolo che raramente mostrava punti deboli, e all'inizio del mese aveva recuperato parte delle perdite con la sua settimana migliore da tempo. Quello che è successo dopo suggerisce che gli investitori siano passati dal premiare l'ambizione al chiedere le ricevute, che è un criterio più severo e più costoso da mancare.

