Exor rafforza il proprio investimento in Philips. La holding della famiglia Agnelli guidata da John Elkann e il gruppo olandese di tecnologie per la salute hanno aggiornato l'accordo di lungo termine che regola il rapporto tra le due società, concedendo a Exor più spazio per aumentare la partecipazione. In base alla nuova intesa Exor potrà salire fino al 22 per cento del capitale ordinario e dei diritti di voto di Royal Philips, contro il precedente limite del 20 per cento. Potrà anche superare quella soglia, ma in quel caso servirà l'approvazione del consiglio di sorveglianza di Philips.

È la prosecuzione di un percorso cominciato nell'agosto 2023, quando Exor entrò nel capitale di Philips con circa il 15 per cento diventandone il maggiore azionista. Nel corso del 2025 la holding ha rafforzato ulteriormente la propria posizione portando la quota sopra il 19 per cento. Elkann ha detto che Exor sostiene la strategia di lungo termine definita da Philips, fatta di innovazione, creazione di valore ed esecuzione disciplinata, e che l'accordo aggiornato riflette un impegno che continua nel ruolo di maggiore azionista.

La governance non cambia. Exor mantiene il diritto di nominare un componente del consiglio di sorveglianza di Philips, ruolo oggi ricoperto da Benoît Ribadeau-Dumas. Feike Sijbesma, presidente del consiglio di sorveglianza di Royal Philips, ha detto che l'impegno di lungo termine di Exor sottolinea la sua fiducia in Philips e nella sua strategia, evidenziando anche il contributo di Ribadeau-Dumas alla supervisione della direzione strategica. Roy Jakobs, amministratore delegato di Philips, ha detto che l'accordo aggiornato riflette il sostegno di Exor alla società e al management durante l'esecuzione del piano 2026-2028, orientato alla crescita redditizia e alla creazione di valore.

Exor è la holding nata dalla storia imprenditoriale della famiglia Agnelli e il suo portafoglio è costruito soprattutto su società di cui è maggiore azionista, tra cui Ferrari, Philips, Cnh e Stellantis. Royal Philips, con sede nei Paesi Bassi, è uno dei maggiori gruppi internazionali nelle tecnologie per la salute e opera nell'imaging diagnostico, nell'ecografia, nelle terapie guidate dalle immagini, nel monitoraggio dei pazienti, nell'informatica sanitaria e nei prodotti per la salute personale. Nel 2025 ha registrato ricavi per circa 18 miliardi di euro con circa 63.700 dipendenti e vendite e servizi in oltre 100 Paesi. Jakobs la guida dal 2022.

Il rafforzamento del rapporto arriva dopo un anno in cui Exor ha continuato ad aumentare la propria esposizione. Nell'ultima lettera agli azionisti la holding ha definito il 2025 un anno di solida esecuzione per il gruppo olandese, nonostante i dazi statunitensi, la debolezza della domanda in Cina e una concorrenza globale più forte, e ha sottolineato gli 1,7 miliardi di euro destinati da Philips a ricerca e sviluppo. Quell'anno le vendite sono cresciute del 2 per cento e gli ordini del 6, il miglior andamento dal 2020.

Secondo Forbes il patrimonio di John Elkann è stimato in 2,5 miliardi di dollari all'11 agosto 2026. Ha assunto un ruolo centrale nella famiglia nel 2004, un anno dopo la morte del nonno Gianni Agnelli, e da allora ha guidato diverse operazioni che ne hanno trasformato gli asset, dall'ingresso di Fiat in Chrysler nel 2009 fino alla fusione con Peugeot che nel 2021 ha dato vita a Stellantis. Attraverso Exor la famiglia detiene anche asset nei media e nello sport, tra cui The Economist e la Juventus. Le origini della fortuna risalgono al 1899, quando il trisavolo di Elkann, Giovanni Agnelli, fu tra i fondatori della Fiat a Torino.