Da domenica l'Unione europea può far rispettare le proprie regole sull'intelligenza artificiale e sanzionare le imprese che le violano. L'AI Act è stato adottato nel 2024, ma le sue disposizioni sono entrate in vigore per fasi, e questa è quella che porta con sé le multe.

La legge gradua gli obblighi in base al rischio: più un sistema minaccia la salute o i diritti delle persone, più chi lo gestisce deve fare per proteggerle. Alcuni usi sono vietati del tutto, tra cui la polizia predittiva, il riconoscimento delle emozioni nei luoghi di lavoro e nelle scuole e i sistemi che manipolano il comportamento umano.

Due obblighi saranno visibili agli utenti comuni. I contenuti generati dall'intelligenza artificiale, come i deepfake, devono essere etichettati, e sistemi come i chatbot devono rendere chiaro a chi li usa che si sta parlando con una macchina. I sistemi già sul mercato hanno tempo fino al 2 dicembre per adeguarsi, e sono previste esenzioni per le opere artistiche, creative, satiriche e di finzione.

L'Unione ha già il corpo di regole digitali più esteso al mondo tra social media, commercio online e motori di ricerca. Quello che cambia da domenica non è l'ambizione ma la conseguenza: un regolamento con le sanzioni dietro è il punto in cui gli uffici legali cominciano a leggerlo davvero.