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Da domenica l'Ue può multare in base all'AI Act, e i deepfake vanno etichettati

Le regole adottate nel 2024 sono entrate in vigore per fasi. Questa è la fase con le sanzioni: obblighi di etichettatura, divieti su alcuni usi e tempo fino al 2 dicembre per i sistemi già sul mercato.

Di Chiara RicciPubblicato 4 min di lettura
Free circuit board image. File photograph. Foto d'archivio.
Free circuit board image. File photograph. Foto d'archivio. · Foto: Unknown / CC0 1.0 via Openverse

Da domenica l'Unione europea può far rispettare le proprie regole sull'intelligenza artificiale e sanzionare le imprese che le violano. L'AI Act è stato adottato nel 2024, ma le sue disposizioni sono entrate in vigore per fasi, e questa è quella che porta con sé le multe.

La legge gradua gli obblighi in base al rischio: più un sistema minaccia la salute o i diritti delle persone, più chi lo gestisce deve fare per proteggerle. Alcuni usi sono vietati del tutto, tra cui la polizia predittiva, il riconoscimento delle emozioni nei luoghi di lavoro e nelle scuole e i sistemi che manipolano il comportamento umano.

Due obblighi saranno visibili agli utenti comuni. I contenuti generati dall'intelligenza artificiale, come i deepfake, devono essere etichettati, e sistemi come i chatbot devono rendere chiaro a chi li usa che si sta parlando con una macchina. I sistemi già sul mercato hanno tempo fino al 2 dicembre per adeguarsi, e sono previste esenzioni per le opere artistiche, creative, satiriche e di finzione.

L'Unione ha già il corpo di regole digitali più esteso al mondo tra social media, commercio online e motori di ricerca. Quello che cambia da domenica non è l'ambizione ma la conseguenza: un regolamento con le sanzioni dietro è il punto in cui gli uffici legali cominciano a leggerlo davvero.

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