Due dei tre partiti della maggioranza hanno presentato lo stesso mercoledì misure rivolte agli stranieri e ai cittadini naturalizzati. La Camera ha votato 148 a 99 per portare in aula con procedura d'urgenza una proposta della Lega, depositata per la prima volta nell'ottobre 2024, mentre Fratelli d'Italia presentava nella stessa giornata il proprio testo.
L'oggetto comune è il potere di revocare la cittadinanza ai cittadini naturalizzati. Esiste già ed è usato pochissimo: può essere esercitato solo in casi legati al terrorismo o all'eversione. Entrambe le proposte allargherebbero le fattispecie ben oltre quel perimetro.
Sara Kelany, responsabile immigrazione di Fratelli d'Italia, ha detto che il suo partito estenderebbe i presupposti a tutti i reati più gravi, elencando omicidio, strage, sequestro di persona e reati di mafia. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, ha detto che il suo partito vuole togliere la cittadinanza a chi accoltella, a chi uccide e a chi stupra.
Due proposte di due alleati nello stesso giorno sono una competizione, non un piano, e l'aritmetica parlamentare è solo il primo ostacolo. Qualsiasi ampliamento della revoca incontra il problema costituzionale per cui un cittadino naturalizzato e un cittadino per nascita dovrebbero avere lo stesso status. È la domanda a cui la scrittura delle norme deve rispondere prima ancora che conti la politica.

