AstraZeneca sta valutando una fusione con il gruppo statunitense Bristol Myers Squibb, secondo il Financial Times, che cita fonti a conoscenza del dossier. Le due società discutono da alcuni mesi una possibile aggregazione. Le trattative sarebbero ancora in corso e potrebbero sfociare in un accordo nel prossimo futuro, anche se non è escluso che rallentino o si interrompano senza intesa.
L'aritmetica spiega l'attenzione. AstraZeneca, seconda società quotata più preziosa del Regno Unito, vale in Borsa circa 196 miliardi di sterline, pari a circa 260 miliardi di dollari. Bristol Myers Squibb capitalizza circa 133 miliardi di dollari. Insieme darebbero vita a un gruppo dal valore vicino ai 400 miliardi di dollari, quarto produttore farmaceutico mondiale per capitalizzazione di mercato, in una delle più grandi operazioni nella storia del settore e tra le fusioni più rilevanti degli ultimi anni.
Per Pascal Soriot, amministratore delegato dal 2012, sarebbe un capovolgimento che vale la pena registrare. Fu lui, nel 2014, a respingere l'offerta di acquisizione di Pfizer e a scegliere la crescita autonoma del gruppo britannico. Da allora AstraZeneca ha ricostruito il proprio posizionamento, diventando uno dei principali protagonisti mondiali dell'oncologia grazie a nuovi farmaci e a una serie di acquisizioni mirate. Oggi punta a 80 miliardi di dollari di ricavi entro il 2030, contro i 58,7 miliardi registrati nel 2025.

