Anthropic potrebbe arrivare a Wall Street con una valutazione superiore ai 2.000 miliardi di dollari, più del doppio dei 965 miliardi raggiunti con l'ultimo round di finanziamento. Secondo il Financial Times alcuni investitori della società di intelligenza artificiale ritengono che possa debuttare in Borsa già a ottobre, sostenuta dalla rapida crescita dei ricavi e dalla domanda per i modelli Claude. Se le attese fossero confermate sarebbe una delle quotazioni più ambiziose mai viste, e porterebbe una società fondata nel 2021 da Dario Amodei e Daniela Amodei a confrontarsi direttamente con i gruppi tecnologici di maggiore valore al mondo. Il riferimento più vicino è SpaceX, sbarcata in Borsa a giugno con una valutazione di circa 1.770 miliardi di dollari.
La corsa è stata rapida. A fine maggio la società ha annunciato un round Series H da 65 miliardi di dollari guidato da Altimeter Capital, Dragoneer, Greenoaks e Sequoia Capital, che ha portato la valutazione post money a 965 miliardi. Nello stesso annuncio ha comunicato di aver superato i 47 miliardi di dollari di ricavi annualizzati all'inizio di maggio. Non risulta definito un obiettivo ufficiale di valutazione per la quotazione, quindi la soglia dei 2.000 miliardi riflette le aspettative di alcuni investitori e non una cifra fissata dall'azienda.
Dietro quelle aspettative c'è la crescita di Claude tra i clienti aziendali, il segmento su cui Anthropic ha concentrato buona parte della propria strategia. I dati di Ramp mostrano quanto sia diventata serrata la competizione con OpenAI. Ad aprile Anthropic ha superato per la prima volta la rivale nell'adozione tra le aziende monitorate, con il 34,4 per cento contro il 32,3. Il vantaggio è poi cresciuto: a giugno, secondo il Ramp AI Index pubblicato a luglio, Anthropic era utilizzata dal 42,4 per cento delle aziende considerate contro il 39,5 per cento di OpenAI. Gli stessi dati mostrano che i modelli cinesi e open source stanno guadagnando terreno soprattutto tra le aziende che fanno un uso più intenso dell'intelligenza artificiale, senza però aver ancora sottratto quote significative ai due principali operatori statunitensi.
Una quotazione arriverebbe in una fase delicata per il settore. I capitali continuano ad affluire verso l'intelligenza artificiale mentre crescono gli interrogativi: se le valutazioni siano sostenibili, quanto costi davvero l'infrastruttura necessaria ad addestrare ed eseguire i modelli, e se l'aumento dell'utilizzo si trasformi in risultati economici duraturi. La concorrenza sul prezzo fa parte della stessa pressione. Le alternative open source e i modelli sviluppati dai laboratori cinesi ampliano le possibilità a disposizione delle aziende, soprattutto per le attività che non richiedono i sistemi più avanzati e costosi, anche se la loro adozione resta per ora limitata.
C'è anche una dimensione politica. A giugno Anthropic ha sospeso temporaneamente l'accesso ai modelli Claude Fable 5 e Claude Mythos 5 dopo una direttiva del governo statunitense che imponeva restrizioni nei confronti dei cittadini stranieri. Le misure sono state successivamente revocate e i modelli sono stati ripristinati all'inizio di luglio.
È proprio il rapporto tra crescita e prezzo a rendere questo uno dei test più importanti che il mercato dell'intelligenza artificiale abbia affrontato. Passare dai 965 miliardi dell'ultimo round privato a oltre 2.000 miliardi significa più che raddoppiare il valore della società nel giro di pochi mesi. Per giustificarlo, gli investitori scommettono che i ricavi continuino a espandersi in fretta e che la posizione nel mercato enterprise tenga. Sarà il mercato pubblico a stabilire quanto siano ancora disposti a pagare per quella crescita.

