# Mps lancia un piano da 34 miliardi: la contromossa di Lovaglio per fermare Intesa

> Il Monte dei Paschi di Siena ha messo sul tavolo un piano industriale e finanziario da 34 miliardi di euro che, secondo quanto riportato da Forbes Italia, rappresenta la risposta dell'amministratore…

- Source: Italian Insider
- Canonical URL: https://italianinsider.net/article/mps-lancia-un-piano-da-34-miliardi-la-contromossa-di-lovaglio-per-fermare-intesa
- Author: Paul
- Section: Economia
- Other edition: https://italianinsider.net/en/article/mps-lancia-un-piano-da-34-miliardi-la-contromossa-di-lovaglio-per-fermare-intesa
- Published: 2026-08-23T15:43:33.512Z
- Updated: 2026-08-23T15:43:33.512Z
- Tags: business

---

Il Monte dei Paschi di Siena ha messo sul tavolo un piano industriale e finanziario da 34 miliardi di euro che, secondo quanto riportato da Forbes Italia, rappresenta la risposta dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio ai tentativi di Intesa Sanpaolo di rafforzare la propria presa sul sistema bancario italiano. La mossa segna un nuovo capitolo nella partita del risiko bancario che da mesi tiene banco a Siena, Milano e Roma.

Al centro del progetto ci sono due nomi chiave: Banco Bpm e Banca Generali. Le due realtà, secondo la ricostruzione di Forbes Italia, costituiscono i pilastri su cui Mps intende costruire un polo alternativo a quello disegnato da Intesa Sanpaolo, cercando di ridisegnare gli equilibri del settore bancario e assicurativo nazionale prima che sia Intesa a dettare i tempi dell'aggregazione.

La scelta di puntare su Banco Bpm non è casuale. L'istituto guidato da Giuseppe Castagna è da tempo osservato con interesse dai principali gruppi bancari italiani ed europei come possibile tassello di future integrazioni. Coinvolgere Banco Bpm nel progetto di Mps significherebbe sottrarlo a eventuali mire di Intesa Sanpaolo, che negli ultimi anni ha più volte manifestato l'ambizione di consolidare ulteriormente la propria leadership nel mercato del credito italiano.

Banca Generali, dal canto suo, aggiunge al piano una componente di risparmio gestito e wealth management che completerebbe l'offerta di un gruppo bancario allargato attorno a Mps. L'ingresso di questo asset nel disegno strategico segnala la volontà di Siena di non limitarsi a una crescita dimensionale nel credito tradizionale, ma di costruire un gruppo capace di competere su più fronti con i grandi player del settore.

La riuscita dell'operazione, tuttavia, non dipende solo dalla volontà di Mps e dei suoi vertici. Come sottolinea Forbes Italia, il piano da 34 miliardi ha bisogno del consenso di due azionisti determinanti: Crédit Agricole, primo socio di Banco Bpm con una quota rilevante, e Generali, la compagnia assicurativa nota come il Leone di Trieste, che controlla Banca Generali. Senza il via libera di questi due attori, il disegno di Lovaglio rischia di restare sulla carta.

Crédit Agricole rappresenta probabilmente l'incognita più delicata. Il gruppo francese ha costruito negli ultimi anni una presenza sempre più significativa nel capitale di Banco Bpm, ponendosi come interlocutore imprescindibile per qualsiasi operazione riguardi l'istituto milanese. Un suo assenso al piano Mps cambierebbe gli scenari del risiko bancario italiano, mentre un suo diniego potrebbe spingere Banco Bpm verso altre soluzioni, incluse quelle caldeggiate da Intesa Sanpaolo.

Analogamente, la posizione di Generali sarà decisiva. La compagnia triestina, guidata dal management insediato dopo le turbolenze degli ultimi anni sugli assetti proprietari, dovrà valutare se la cessione o il coinvolgimento di Banca Generali nel progetto Mps sia coerente con la propria strategia di lungo periodo nel risparmio gestito, oppure se preferisca mantenere l'attuale assetto o esplorare alleanze alternative.

Il contesto in cui si inserisce questa manovra è quello di un settore bancario italiano in piena fase di riorganizzazione. Dopo il ritorno di Mps sul mercato attraverso il percorso di privatizzazione seguito al salvataggio pubblico degli anni scorsi, l'istituto senese ha progressivamente riguadagnato solidità patrimoniale, tanto da potersi oggi permettere di giocare un ruolo da protagonista anziché da soggetto passivo nelle dinamiche di consolidamento del settore.

Per Lovaglio, arrivato alla guida di Mps con il mandato di risanare i conti e restituire l'istituto a una gestione pienamente di mercato, il piano da 34 miliardi rappresenta anche una prova di credibilità verso gli investitori e verso Roma, che pur avendo ridotto la propria quota nella banca resta un osservatore attento delle scelte strategiche di un istituto storicamente legato alle sorti economiche e politiche del Paese.

Intesa Sanpaolo, guidata da Carlo Messina, osserva con attenzione gli sviluppi. Il gruppo torinese ha più volte ribadito l'intenzione di rafforzare la propria posizione di leadership nel sistema bancario italiano, e una possibile alleanza tra Mps, Banco Bpm e Banca Generali comporterebbe la nascita di un concorrente più strutturato in grado di ridimensionare i margini di manovra dello stesso Intesa Sanpaolo su alcuni segmenti chiave del mercato.

Nelle prossime settimane sarà cruciale seguire le mosse di Crédit Agricole e Generali, i cui posizionamenti determineranno se il piano di Lovaglio potrà davvero tradursi in un'operazione concreta oppure se resterà uno dei tanti scenari ipotizzati nel risiko bancario italiano. Il mercato, nel frattempo, guarda con attenzione a Siena, consapevole che dall'esito di questa partita dipenderanno assetti destinati a durare per anni.

---

Originally published by Italian Insider. Free to cite with attribution and a link to https://italianinsider.net/article/mps-lancia-un-piano-da-34-miliardi-la-contromossa-di-lovaglio-per-fermare-intesa.
