# Otto giovani americani su dieci hanno ora un secondo lavoro, e la maggior parte dice che gli serve solo per coprire le spese di base

> Un nuovo sondaggio di Goldman Sachs rileva che l'80 percento della Gen Z e il 77 percento dei millennial ha un qualche tipo di lavoro oltre a quello principale, e per la maggior parte di loro non si tratta di soldi extra, ma di affitto e spesa. La fiducia nel raggiungere gli obiettivi pensionistici è scesa dal 68 al 58 percento in un solo anno.

- Source: Italian Insider
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- Author: Giulia Bassani
- Section: Economia
- Other edition: https://italianinsider.net/en/article/gen-z-millennials-second-jobs-retirement-survey
- Published: 2026-10-01T17:30:00.000Z
- Updated: 2026-10-01T17:30:00.000Z
- Tags: Goldman Sachs, Retirement, Gen Z, Cost of living

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Otto lavoratori della Gen Z su dieci e il 77 percento dei millennial ha oggi un qualche tipo di lavoro oltre a quello principale, secondo un nuovo sondaggio di Goldman Sachs, e per la maggior parte di loro quel reddito aggiuntivo non è discrezionale. Il 76 percento dei lavoratori della Gen Z e il 73 percento dei millennial con un secondo lavoro dice di non riuscire a coprire le spese di base senza quel reddito, trasformando quello che un tempo si chiamava lavoretto extra in qualcosa di più vicino a un secondo turno.

Lo stesso sondaggio ha rilevato che la fiducia nel raggiungere gli obiettivi pensionistici sta calando rapidamente, dal 68 percento degli intervistati che si sentiva in linea l'anno precedente al 58 percento nel 2026. La quota di persone che aumenta quanto risparmia ogni anno è scesa ancora di più, dal 55 al 39 percento, un calo che Chris Ceder, strategist senior per la pensione di Goldman, ha riassunto senza giri di parole, lo slancio del risparmio sembra essersi fermato, mentre priorità in competizione tra loro spingono i contributi pensionistici sempre più in basso nella lista.

I costi dell'abitare fanno gran parte del lavoro di spiazzamento. Il sondaggio ha rilevato che affitto e rata del mutuo competono ora direttamente con il risparmio pensionistico per gli stessi dollari limitati, e lo stress di quella competizione si fa sentire sul lavoro, il 69 percento della Gen Z e il 67 percento dei millennial ha detto che i debiti e le preoccupazioni per i costi domestici rendono difficile concentrarsi sul proprio lavoro. I grandi traguardi finanziari, comprare casa, costruire un fondo di emergenza, ridurre i debiti, versare di più per la pensione, vengono rimandati su tutta la linea invece che raggiunti nei tempi previsti.

L'unico risultato che va in controtendenza rispetto al resto dei dati riguarda la pensione stessa. Il 44 percento degli attuali pensionati ha detto di aver lasciato il lavoro prima di quanto avesse pianificato, e il 45 percento di quel gruppo si è fermato tra uno e tre anni in anticipo. Messo insieme ai dati sul risparmio, il quadro è quello di una forza lavoro sottoposta a più pressione finanziaria tra i trenta e i quarant'anni che però va comunque in pensione in anticipo non appena ne ha l'occasione, per scelta, per motivi di salute, per licenziamenti o semplicemente decidendo che bastava così, indipendentemente da quanto dicessero i conti sulla pensione.

Ciò che il sondaggio descrive non è una singola crisi ma un disallineamento tra il momento in cui le persone hanno bisogno di denaro e il momento in cui il sistema finanziario presume che ne avranno bisogno. Un secondo lavoro che copre l'affitto oggi non fa nulla per un conto pensionistico tra quarant'anni, e una generazione sempre più organizzata per risolvere il primo problema, stando agli stessi numeri di Goldman, sta facendo meno progressi che mai sul secondo.

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